1.
La Quantità
Riguarda l’ammontare dell’energia
emessa dalla sorgente e ricevuta
dall’ambiente, l’intensità, il numero
di fotoni, l’andamento della fluenza
ossia del numero di fotoni emessi
nell’unità di tempo e di superficie.
La quantità varia a seconda
dell’habitat, dei periodi dell’anno,
della latitudine, dell’ora, delle
differenti condizioni climatiche,…
Il diagramma delle variazioni
quantitative trasla, in via teorica,
lungo l’asse delle ordinate mentre
resta invariato lungo l’asse delle
ascisse.

2.
La Qualità
E’ riferita al tipo di energia emessa
e ricevuta, la sua distribuzione
spettrale, la composizione delle
diverse lunghezze d’onda, il suo
colore,…
Incidono nella qualità della luce:
le caratteristiche morfologiche del
luogo, l’habitat, le ombre, le
proprietà del mezzo attraversato e
il suo spessore, i fenomeni di ottica
geometrica, le polarizzazioni, etc.
Il profilo del diagramma relativo alla
qualità della luce varia lungo l’asse
delle ascisse ossia delle tinte.

3.
La Direzione
La direzione della luce illuminante
presiede, da sempre,
agli orientamenti del coltivare,
dell’abitare, dell’orare.
Il variare della direzione e
dell’inclinazione della luce incidente
muove l’orografia visiva del
paesaggio, genera ed evidenzia le
forme, promuove i tropismi, gira
il compasso delle meridiane, disegna
la lemniscata dei raggi di luce
incidente tracciata sui pavimenti.
Sono i volumi d’ombra,
generati dalle declinazioni della luce,
che quotidianamente colmano e
vuotano progressivamente
le strade e i cortili nelle città
alternando ritmicamente il chiaro e
lo scuro, mai il nero

4.
La Periodicità
Il volgere ciclico nictemerale,
stagionale, annuale, costituisce il
grande orologio che scandisce le
condotte della materia inerte, della
materia viva, della materia colta:
i tre grandi domini della
“naturaleza”. (J. W.)
Connaturato alla periodicità è
il ritmo, il quale, a volte
aritmeticamente
(addizione . sottrazione)
a volte geometricamente
(moltiplicazione . divisione)
ci rende partecipi dell’armonia che
percorre l’universo.

In forma di tetraedro

Le quattro dimensioni della
luce – quantità, qualità, direzione e
periodicità – se tra loro imbricate e
coordinate, formano un tetraedro.
Un solido regolare che può essere
considerato come il “quanto”
spaziale, l’unità prima costitutiva di
tutte le configurazioni tridimensionali;
“il più semplice e unico sistema
strutturale nell’universo”
(R. Buckminster Fuller).

La quantità può essere misurata in
tre differenti modi:
1. in modo fotometrico, mediante
cellule sensibili;
2. in modo radiometrico,
misurandone l’energia;
3. in modo quantistico, “contando il
numero dei fotoni.
La qualità viene rilevata mediante
spettrofotometria, analizzando cioè
la distribuzione spettrale e i relativi
livelli energetici.
La direzione è connessa alla
“elevazione” della sorgente
illuminante e alla legge del coseno
dell’angolo di incidenza.
La periodicità – diurna, nictemerale,
stagionale, annuale, … coinvolge sia
fattori endogeni che esogeni,
sia l’intorno che il singolo individuo.
(rft. J. W. Hart).

Tetraedro / Tetracordo / Tetraktys
Il tetraedro costituisce un vero e
proprio tetracordo armonico formato
da due triangoli aperti, l’uno levogiro,
l’altro destrogiro, tra loro imbricati.

E’ la sola struttura regolare nella quale
ogni suo vertice, si trova contrapposto
alla propria corrispondente faccia
triangolare vuota, così che l’esterno
(il convesso) e l’interno (il concavo) del
solido possono, alternativamente,
rovesciarsi tra loro; l’esterno diventare
interno e l’interno esterno.