2.
L’Oggetto
Sorgente di secondo grado

L’oggetto materiale svolge il ruolo di mediatore tra la sorgente illuminante e l’osservatore; si dispone rispetto alla sorgente (ricezione) e si propone rispetto all’osservatore (riemissione-affordance).
L’oggetto-materia corrisponde alle sollecitazioni dell’energia luminosa in tre modi:

  1. con la trasmissione (eventuale),
  2. con l’assorbimento (sempre),
  3. con la riflessione (sempre).

Con la trasmissione (trasparenza ideale) e la riflessione speculare (ideale) l’oggetto tenta di sottrarsi allo sguardo dell’osservatore.
Fra la totale trasparenza e la totale specularità la configurazione visiva dell’oggetto muta a seconda dell’incidenza dell’illuminazione e del punto di vista dell’osservatore, resta stabile al tatto, diviene plastico alla vista.

Alcuni aspetti dello statuto degli oggetti:

  1. un oggetto è un oggetto,
  2. la natura è composta da oggetti,
  3. gli oggetti sono collocati nello spaziotempo,
  4. gli oggetti sono “campi di forze”,
  5. i campi di forze sono gerarchizzati,
  6. le forze archetipe sono di repulsione, cattura, annientamento,
  7. gli oggetti non hanno fatto la loro comparsa tutti nello stesso tempo,
  8. gi oggetti, naturali e umani, sono costruiti a partire da sub-oggetti,
  9. l’oggetto è tanto meno stabile quanto più ricco è il numero di campi di forze che lo costituiscono,
  10. l’oggetto si sviluppa a partire da un punto “α” che prende il nome di centro organizzatore dell’oggetto,
  11. ogni oggetto possiede una doppia polarità.

(C.P. Bruter, tipologie et perception, 1974)

Note
A.
Ancora a proposito del bianco, delle
tinte, della trasparenza dell’oggetto.
Il bianco compete agli oggetti e non
alla radiazione (la luce non è bianca)
e deve essere fatta una distinzione
non fenomenica ma strutturale fra:
il bianco dalla radiazione spettrale,
il bianco dalle sintesi tricromatiche,
il bianco dalle complementarietà
additive,
il bianco, per rotazione, di opportune
tinte (es. il cosiddetto disco di
Newton o di Benham) e il bianco
dello schermo di proiezione:
sono bianchi, questi, di costituzione
diversa anche se, in apparenza,
uguali tra loro. Gli oggetti colorati
sono anche essi sorgenti, per cui
nel momento in cui si progetta
un colore si progetta una sorgente
radiante di materia, di energia,
di informazione.

B.
Poichè la dispersione spettrale di
colori è prodotta, per rifrazione, da
un prisma trasparente e, dato che
duale della rifrazione è la riflessione,
si può supporre e immaginare che
ogni oggetto colorato sia generato
da un antiprisma?
Oppure che l’intera dispersione dei
colori per il mondo sia prodotta, per
riflessione, da un immenso
e remoto antiprisma? Dispersione
per rifrazione (prisma), dispersione
per riflessione (antiprisma).