1.

colore volume: Il colore occupa l’intero spessore di un corpo parzialmente trasparente.

2.

Colore superficie: Il colore trasla dal volume alla superficie dei corpi, diventa opaco, compatto e non si lascia attraversare dallo sguardo.

Consente di collocare spazialmente l’oggetto e di valutarne dimensione, posizione, distanza.

3.

colore film: Il colore, dopo essersi portato, per progressiva traslazione, dal volume alla superficie, prose- gue nel suo movimento, si stacca dall’oggetto, aderisce ad eventuali schermi di riduzione, si colloca ad una indefinibile distanza dall’oggetto e dall’osservatore, perde

ogni consistenza e si fa intangibile: è il colore del cielo.

Forse è l’esperienza più pura che si possa avere del colore.

Il Sensorio

È una questione storica quella relativa al numero dei sensi, al loro ruolo, alla loro gerarchia; si vedano in proposito i lavori ampiamente documentati di Tonino Tornitore e, più recentemente, di Dina Riccò.

I sensi potrebbero essere

3, 4, 5, 6, 7, 8,  9, 12, 13, … ,

suddivisibili in interocettori, propriocettori, esterocettori, telecettori, ad energia meccanica, chimica, termica, elettromagnetica, etc.

La spirale, quì tracciata, è relativa, grosso modo, all’ordine della portata spaziale di ciascun senso rispetto a una persona (cerchio).

Si noti il luogo singolare (tangente) occupato dal problematico tatto, l’unico senso esteso per tutta la pelle, il cosiddetto “senso lato”.

Dal disegno si può anche rilevare che il senso del gusto, per essere attivato, richiede l’oltrepassare il confine del corpo.

Le Sinestesie

Il processo percettivo non opera in parallelo ma si integra in
un mosaico spazio-temporale dei sensi e di senso.
Il pentagono stellato
(pentagramma, pentalfa, pentacolo, …) iscritto nella circonferenza,
coniuga, in un grafo continuo,
i cinque tradizionali sensi e replica se stesso, capovolgendosi,
sia contraendosi verso il proprio infinitesimo centro
(punto unificante),
sia espandendosi infinitamente all’esterno (retta all’ infinito).

Merita anche rilevare,
a dimostrazione dell’unità del sensorio, che in latino i termini relativi alle attività dei sensi come quelli riferiti ai fenomeni atmosferici, fisici, fisiologici, psicofisiologici,  affettivi e mentali sono bisillabi e hanno derivazioni in -or:

Color,
Calor,
Odor,
Sapor,
Sonor

Henri Quellet, “Les derives latins en – or,”
C. Klincksieck, 1969.

La spirale dei sensi

Secondo alcuni autori ciascuno dei cinque sensi possiederebbe almeno tre attributi: qualità, intensità, durata.

La vista e il tatto sono dotati di un quarto attributo: la spazialità, ma forse tutti i sensi sono in grado, più o meno, di individuare una qualche direzione spaziale.

La portata di ciascun senso disegna una spirale in progressione più o meno geometrica.

Il gusto sta entro i confini del corpo, il tatto sta nei luoghi della tangenza, la vista attinge le lontananze.